domenica 20 aprile 2008

NAPLES & SANIBEL ISLAND











Due giorni all'insegna del relax e della natura. Questo l'imperativo dei miei ultimi giorni liberi. Per staccare un po' dalla routine di Orlando e della Disney, ho fatto rotta verso sud, al fine di visitare Naples, cittadina signorile che non ha nulla in comune con la nostra Napoli e Sanibel Island, un'isoletta dalla flora e dalla fauna veramente speciali. Quest''isola e' collegata alla terra ferma da un ponte che si eleva sopra la baia e raggiungendola si puo' ammirare una vista spettacolare.
Al suo interno splendide spiagge bianche di conchiglie e un percorso ciclo-naturalistico lungo il quale si possono incontrare numerose specie di uccelli, pesci, coccodrilli, tartarughe e altro ancora. Il tutto in una cornice di vegetazione tropicale. Insomma, un vero paradiso.









domenica 30 marzo 2008

COCOA BEACH SURFING PRACTICE










Dopo nove giorni di lavoro consecutivi finalmente il giorno off..solo uno questa settimana sfortunatamente e quindi non puo' andare sprecato. Niente riposo, si sente il bisogno di qualcosa di nuovo e adrenalinico.

Obiettivo: provare a surfare. Location: Cocoa Beach. Risultati: alterni (sono stato anche "surfato" nel senso che un mio amico mi e' passato con la tavola sulla schiena..non piacevolissimo). Tornato a casa stanco e abbrustolito. Ma contento.

lunedì 17 marzo 2008

SIESTA KEY







Le temperature cominciano a salire e, allo stesso modo, la voglia di mare cresce. Ed il fatto che ad Orlando il mare non ci sia non ci scoraggia minimamente anzi, ci invoglia a muoverci. Questa volta la meta prescelta e' stata la spiaggia di Siesta Key, nei pressi di Sarasota, a circa 2 ore di strada da qui. La spiaggia ha tutte le principali caratteristice delle spiagge americane, o almeno di quelle delle Florida: e' enorme, la sabbia e' bianca, il mare e' freddo, ci sono le caratteristiche torrette dei bagnini e giusto quella decina di campi da beachvolley.
Il tempo non era bellissimo ma la spiaggia era piena ugualmente, perche' adesso qui e' periodo di spring break, ovvero le universita' americane chiudono per una settimana e i ragazzi e le ragazze si concedono un po' di vacanza e si spostano dai posti freddi a quelli piu' caldi.
L'americano medio, se cosi' si puo' chiamare, in spiaggia non puo' fare a meno di 3 cose: la sedia ( pochi maschi si sdraiano sull'asciugamano a differenza delle donne, sara' un segno di virilita'..mah ), la palla da football e la birra. La maggior parte delle persone e' dotata di borse frigo grosse come comodini e quelli che hanno paura di rimanere senza birra prima del tramonto caricano interi barili sui pick up e li scaricano sulla sabbia. Noi ovviamente eravamo sdraiati a pendere il poco sole che c'era ( roba da donne ), non avevamo birra ma avevamo la palla da football. Solo che ci giocavamo coi piedi creando diversi problemi ai nostri "vicini di posto" e attirando gli sguardi straniti degli altri.
D'altronde se l'italiano non si fa riconoscere che italiano e'?!



venerdì 15 febbraio 2008

WELCOME TO MIAMI






I miei genitori, dopo un mese e mezzo di assenza, cominciavano a sentire la mia mancanza. E per questo hanno deciso di andare a farsi una bella settimana a Miami..peccato che io viva solo a 220 miglia di distanza. Ovviamente pero', ne ho approfittato per raggiungerli e un giorno sono venuti loro a dare un'occhiata a dove sto io, complice anche un tempo non proprio da spiaggia.
Mentre ero li', un mio amico e collega di lavoro ha deciso di raggiungermi ma purtroppo se ne e' pentito presto: la prima sera infatti ha perso il portafoglio con dentro tutti i documenti, 2 carte di credito e tutto il resto.
Se non ci fossi stato io, si sarebbe ritrovato a Miami con 2 dollari in tasca e senza la possibilita' di tornare ad Orlando visto che non avrebbe potuto fare benzina, ne' pagare un bus.
Tralasciando queste piccole disavventure altrui, devo dire che Miami, per essere Miami, ha bisogno del sole. Senza, la citta' sembra piu' vuota e spenta, ma basta qualche raggio per far si' che la gente cominci a riversarsi per Ocean Drive o per le spiagge e la citta' sembra cambi completamente.
Ovviamente, la lingua "ufficiale" del posto e' lo spagnolo ( come in tutta la florida d'altronde ) e quindi non mi sono stupito del fatto che quasi nessuno si sia rivolto a me parlandomi in inglese..
Quando sono arrivato, era in corso un festival e buona parte di Ocean Drive era piena di bancarelle, artisti di strada, breakdancers, macchine d'epoca ( persino una mini cooper come quella di Spike! ) e, ovviamente, gente folle come ad esempio travestiti sui trampoli, uomini in bicicletta con tanto di gallina viva sul manubrio e gli immancabili Hare Krishna..insomma follia americana al suo meglio!
Purtroppo, come gia' detto, non ho potuto godermi la spiaggia e l'oceano a causa del tempo poco favorevole, ma ho potuto girare per la citta'. Farlo poi con la macchina che vedete qua sopra mi faceva sentire come in un film. Quando attraversavo il ponte che collega Downtown a Southbeach lo spettacolo era meraviglioso: grattacieli da una parte, il mare dall'altra con gli yacht dei ricchi ormeggiati davanti alle villle..davvero stupendo!
Se riesco ad avere liberi l'uno ed il due di marzo ci ritorno in occasione di un mega festival musicale a cui vorrei davvero assistere. Incrociamo le dita..

domenica 10 febbraio 2008

I LOVE THIS GAME!

Da buon appassionato, non ho potuto resistere alla tentazione. Essere ad Orlando e non andare a vedere i Magic era un delitto. Cosi' qualche sera fa ho deciso di recarmi all'Amway Arena per assistere alla partita tra gli Orlando Magic e i Chicago Bulls. Il palazzetto e' in piena Downtown, vicino alla stazione dei bus e a tutti i grattacieli.
Non avendo il biglietto, speravo di trovarne qualcuno ad un prezzo onesto al botteghino. Invece fuori dall'arena ho conosciuto uno scalper ( un bagarino ) che mi ha venduto per 40 $ dei biglietti che ne costavano 50.
Ero piazzato nel secondo anello, se si puo' chiamare cosi', ma devo dire che si vede bene dappertutto tanto e' vero che riconoscevo benissimo i giocatori.
Durante l'intervallo pero' ho deciso di intrufolarmi nel settore piu' in basso cosi' ho potuto vedere il secondo tempo da molto vicino. E' stato un bellissimo spettacolo e mi sono esaltato un sacco. Peccato che la mia fotocamera avesse la batteria scarica e non sono riuscito a immortalare qualche azione spettacolare..
In ogni caso credo proprio che ripetero' l'esperienza!!

mercoledì 16 gennaio 2008

A TRIBUTE TO FREEDOM





Vivendo in America sto perdendo la concezione temporale dei giorni e delle settimane a cui ero abituato. Innanzitutto qui la settimana comincia la domenica e non il lunedi'. Per me questo non significa necessariamente che la domenica debba lavorare. Ogni settimana la mia schedule (ovvero l'organizzazione dei miei turni di lavoro) e' diversa e di conseguenza  anche i miei giorni off. Se in Italia lavoravo dal lunedi' al venerdi' sempre con lo stesso orario, qui ogni settimana scopro come sara' quella dopo. 
Un'altra differenza fondamentale e' che qui non sono pagato mensilmente bensi' settimanalmente. Il venerdi' e' il giorno del pay-check ma in realta' tutti i giorni sono giorni di paga perche' alla fine di ogni turno riceviamo una parte delle mance raccolte durante lo stesso. 
Detto questo, che potrebbe essere anche di scarso interesse, lo scorso sabato sera io, Emanuele e una ragazza del Botswana abbiamo deciso di andare a trascorrere la serata al Universal City Walk. Il che non e' altro che la zona dei divertimenti notturni degli Universal Studios cosi' come Downtown Disney lo e' di DisneyWorld. 
Piu' precisamente siamo andati nel locale dedicato a Bob Marley e alla musica reggae: A Tribute to Freedom. Il posto e' molto carino, su due piani e con la pista per ballare all'aperto. Inoltre il posto e' pieno di foto, dischi e murales tutti riguardanti il re del reggae. 
La serata e' iniziata con la performance dal vivo di un gruppo molto bravo che suonava cover per poi passare il testimone al dj selecta che ha fatto ballare tutti al ritmo di raggae, dancehall e soca. 
Il locale era davvero pieno e l'unica foto che puo' testimoniarlo e' quella scattata dall'alto perche' quelle scattate dalla pista sono venute tutte scure. No non avevo problemi al flash della mia foto camera. Il "problema" era che c'erano solo neri!! I bianchi, compresi me ed Ema, saranno stati 5 o 6..  Molti di questi afro-americani erano enormi e con catene al collo di 10 chili..ma in fin dei conti anche noi in Italia le abbiamo. Solo che ci leghiamo i motorini.  

lunedì 7 gennaio 2008

CLEARWATER & YBOR CITY



Prima gita fuori porta. Dopo aver tirato su una manciata di amici ed aver noleggiato un monovolume Dodge, si e' partiti in direzione Tampa. Nei pressi della quale abbiamo potuto ammirare la spiaggia di Clearwater e la vita notturna di Hillborough, piu' comunemente chiamata Ybor City.
Non c'e' dubbio: l'America la si gode on the road.